|
|
|
Il
gioco degli scacchi, a Montebelluna, ha come suo primo cultore
di fama il concittadino BENIAMINO VERGANI.
D'origine
cremonese, nato a Montebelluna il 22.06.1863, ebbe come
suo iniziatore l'Ing. G.B. Dall'Armi forte dilettante e
stimato professionista montebellunese. Poco
più che ventenne, Beniamino Vergani mette a frutto
quanto appreso partecipando a tornei locali e provinciali
riuscendone spesso vittorioso.
S'impegna
nel gioco per corrispondenza a livello nazionale, in problemistica
nelle più diffuse riviste nazionali e infine in memorabili
simultanee alla cieca che si tengono sia al Circolo Montebellunese
sia al Circolo Trevigiano (di quest'ultimo, nel gennaio
1890, è animatore ed ispiratore).
|
 |
|

|
Nel
1895 è segnalato, per la prima volta, in una rivista
nazionale. Si legge in una cronaca a firma del Dr. Fermo
Zannoni, noto scacchista nazionale dell'epoca, nella Nuova
Rivista degli Scacchi (p.79) sotto il titolo Scacchi in
Montebelluna: " in Montebelluna giocai con un giovane,
certo Vergani, dotato d'ingegno scacchistico non comune".
Siamo all'epoca del "Caffè degli Artisti"
notissimo locale ove si ritrovano spesso il pittore Luigi
Serena, lo scrittore Augusto Serena, l'Ing. G.B. Dall'Armi
e i nobili Conte Rinaldi, Conte Bertolini, Conte Loredan
e dove trovano ristoro al loro passaggio per Montebelluna
la divina Eleonora Duse e Gabriele D'Annunzio.
|
|
In
quest'oasi d'intellettuali e artisti si affina anche l'ingegno
scacchistico di Beniamino Vergani che nel 1890 arriva alla
direzione della rubrica scacchistica della rivista nazionale
"Lo Sport Illustrato", condotta fino al 1897 con
competenza e perizia giornalistica.
Nel
1892 partecipa al VI° Torneo Nazionale tenutosi a Torino
classificandosi 2°; successivamente partecipa ad altri
Tornei Nazionali classificandosi sempre onorevolmente in
competizione con i più forti giocatori italiani.
Nel 1895 però Beniamino Vergani deve affrontare la
più impegnativa prova della sua carriera scacchistica.
Il giornale cui è corrispondente, "Lo Sport
Illustrato" lo iscrive al Torneo Internazionale di
Hastings (Inghilterra) ed è incluso nella rosa dei
partecipanti dal Comitato Selezionatore unitamente ai più
forti giocatori del momento in campo mondiale: Lasker, Pillsbury,
Steinitz, Tarrasch, Tchigorin, Gunsberg, Blackburne, Ianiwski,
Marco, Walbrodt, Schlechter, Bird ed altri ancora.
|
|
E'
logico che esca sconfitto, ma le partite da lui vinte in
quella memorabile occasione contro Schlechter e Gunsberg
e le patte imposte a Marco e Albin concorrono a formare
un'alta opinione di Beniamino Vergani scacchista. Il famoso
Steinitz disse di lui: "
.il suo gioco è
geniale e, se le sue brillanti combinazioni avessero sempre
il merito della solidità, il Vergani non sarebbe
certamente secondo a nessuno dei migliori giocatori italiani
del momento".
A
chiusura dell'avventura inglese di Beniamino Vergani riportiamo
lettera inviata allo stesso dall'allora maggior esponente
scacchistico italiano Serafino Dubois: " Al valoroso
e giovane scacchista Beniamino Vergani di Montebelluna che,
nuovo alle palestre internazionali, non temette di affrontare
i più celebri giocatori stranieri nella gigantesca
lotta di Hastings, uscendone con l'onore delle armi, un
mi rallegro di cuore invia il veterano Serafino Dubois -
Roma 6 Ottobre 1895".
Su
di lui infine così si espresse, alla fine di una
lunga polemica, la "Nuova Rivista degli Scacchi"
giornale concorrente dello "Sport Illustrato"
di cui Beniamino Vergani era corrispondente della rubrica
degli scacchi:
." Il suo cimento a Hastings ci
parve e fu temerarietà, ma egli si dimostrò
molto al di sopra di quanto avevamo supposto di lui, restò
l'ultimo tra tutti i partecipanti ma salvò l'onore:
pattò con Marco e con Albin e vinse contro Gunsberg
e Schlechter
.". In generale il suo gioco, in
tutte le partite, è sufficiente per giudicare in
lui dei grandi progressi. Certo egli ha la stoffa per diventare
un buon giocatore e se continueranno in lui l'amore e lo
studio che ha sinora dimostrato per gli scacchi, egli potrà
bensì in breve lottare con successo anche contro
i maestri d'oltre alpe e diventare il primo e il vero campione
d'Italia, cosa che gli auguriamo di tutto cuore.
La
figura di Beniamino Vergani e la sua partecipazione al Torneo
Internazionale di Hastings sono state infine oggetto d'ampia
trattazione nella rubrica "Cronache d'altri tempi"
dell'Italia Scacchistica nel 1985-1986.
Il
ricco e documentato riepilogo di tutta la manifestazione
ha consentito la conoscenza del nostro concittadino ai giovani
scacchisti italiani.
La
pubblicazione della "Storia degli Scacchi in Italia",
a cura dei maestri Chicco e Rosino, da il giusto riconoscimento
a Vergani scacchista collocandolo nella rosa dei migliori
scacchisti italiani d'ogni tempo.
|
|

|
In
effetti, l'amore e lo studio degli scacchi non lo abbandonano
mai; egli continua con la frequentazione del circolo Montebellunese
nelle sue varie peregrinazioni, prima al Caffè Garibaldi
e più tardi al Caffè Teatro.
|
|
| Sono
di questo periodo le sue memorabili simultanee alla cieca,
che si svolgono anche alla "Trattoria Zecchinel"
su ben sette scacchiere. |
Alla
fine del secolo "Lo Sport Illustrato", di cui è
corrispondente, cessa le sue pubblicazioni e Beniamino Vergani
si dedica allo studio teorico sistematico che gli consentirà
di partecipare a diversi campionati Italiani agli inizi del
900 con ottimi risultati.
Di questi anni abbiamo anche testimonianza delle sue partite,
al Caffè Garibaldi, con l'allievo prediletto, il nipote
Achille Vergani iniziato al gioco fin dal lontano 1890. |
|
|
La morte lo coglie il 15 luglio 1927 a Montebelluna, a sessantaquattro
anni. Ricco d'esperienza scacchistica non comune, con lui
scompare il più significativo e valido esponente
del Circolo Montebellunese.
Si
chiude un'epoca ricca di soddisfazioni per il Circolo Scacchi
di Montebelluna e si affievolisce l'entusiasmo, ma non viene
meno l'interesse per il gioco da parte di chi è stato
allievo del maestro scomparso.
Non
vi sono notizie precise del Circolo Scacchi di Montebelluna
fino agli anni cinquanta periodo in cui, dopo la disgregazione
della guerra, i vari interessi individuali in tema scacchistico
si coagulano nella realtà culturale del Caffè
Teatro. Sono anni in cui il Circolo va perdendo il carattere
elitario e scarsamente popolare avuto fino ad allora. Di
quel periodo restano solo le memorie raccolte e la testimonianza
del socio Achille Nino Martini che visse quegli anni come
frequentatore del Caffè Teatro, e che ebbe il piacere
di intrattenersi alla scacchiera con gli ultimi vecchi esponenti
del Circolo Scacchi: Achille Vergani, Gino D'Alvise, Corrado
Serena, Romolo Sartor Polastra.
|
 |
Nel
1965, per iniziativa del Signor Secco di Treviso, si forma
in Montebelluna un nuovo Circolo Scacchi che trova la sua
sede al caffè "La Taverna" da cui prende
il nome; è questa un'iniziativa sorta per volontà
di un gruppo di giovani che si accostano al gioco degli scacchi
sull'onda dell'entusiasmo e interesse suscitati dell'incontro
del secolo Fischer-Spasski. |
| La nuova
linfa tonifica gli scacchi in città. Sono giovani che
studiano la teoria, analizzano le partite dei campioni del
passato e recenti, organizzano tornei in città e nei
centri vicini. Inizia così un'intensa attività
scacchistica che li vede impegnati in manifestazioni regionali
e nazionali con risultati positivi, fino al conseguimento
delle categorie nazionali. |
|
|
|
Pur
vivendo una vita propria indipendente, i due Circoli hanno
sempre contatti, e lentamente, sotto la spinta di una verificata
necessità di accomunare gli sforzi, si fa strada l'esigenza
di un unico Circolo Scacchistico Montebellunese e di una sede
sociale che possa soddisfare le esigenze di centro educativo
e ricreativo per coloro che vogliono accostarsi al gioco degli
scacchi.
La fusione dei due Circoli, "Caffè Teatro"
e "La Taverna", è cosa fatta non appena,
chiuso il caffè Teatro, si trova una sede presso il
Bar Mazzini alla Loggia dei Grani. Correva l'anno 1970. |
In questa sede passano parecchi anni, i soci aumentano e così
pure i simpatizzanti, ma come sempre la sede, costituita da
un ambiente pubblico, non consente di far decollare il programma
tanto auspicato, e cioè la promozione di corsi d'avviamento
al gioco per i giovani e l'avvicinamento alla scuola. Nonostante
tutto si continua con immutato entusiasmo, con l'impegno periodico
in manifestazioni e tornei locali e provinciali. |
|
Ancora
un trasferimento al Bar Carducci nell'anno 1982 per un breve
periodo prima dell'ultima sede provvisoria in proprietà
privata di via XXX Aprile gentilmente concessa, nel 1987
dal Signor Piovesan; in questo periodo cominciano i contatti
con l'Amministrazione Comunale per ottenere una sede definitiva.
Ora
siamo qui in sede pubblica della Barchessa Manin.
|
 |
|