Storia

Circolo Scacchi “B. Vergani” dal 1891

Il gioco degli scacchi, a Montebelluna, ha come suo primo cultore di fama il concittadino BENIAMINO VERGANI.

D’origine cremonese, nato a Montebelluna il 22.06.1863, ebbe come suo iniziatore l’Ing. G.B. Dall’Armi forte dilettante e stimato professionista montebellunese. Poco più che ventenne, Beniamino Vergani mette a frutto quanto appreso partecipando a tornei locali e provinciali riuscendone spesso vittorioso.

S’impegna nel gioco per corrispondenza a livello nazionale, in problemistica nelle più diffuse riviste nazionali e infine in memorabili simultanee alla cieca che si tengono sia al Circolo Montebellunese sia al Circolo Trevigiano (di quest’ultimo, nel gennaio 1890, è animatore ed ispiratore).

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Beniamino Vergani

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Caffè degli Artisti 1972-1903

Nel 1895 è segnalato, per la prima volta, in una rivista nazionale. Si legge in una cronaca a firma del Dr. Fermo Zannoni, noto scacchista nazionale dell’epoca, nella Nuova Rivista degli Scacchi (p.79) sotto il titolo Scacchi in Montebelluna: ” in Montebelluna giocai con un giovane, certo Vergani, dotato d’ingegno scacchistico non comune”. Siamo all’epoca del “Caffè degli Artisti” (in foto) notissimo locale ove si ritrovano spesso il pittore Luigi Serena, lo scrittore Augusto Serena, l’Ing. G.B. Dall’Armi e i nobili Conte Rinaldi, Conte Bertolini, Conte Loredan e dove trovano ristoro al loro passaggio per Montebelluna la divina Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio.

In quest’oasi d’intellettuali e artisti si affina anche l’ingegno scacchistico di Beniamino Vergani che nel 1890 arriva alla direzione della rubrica scacchistica della rivista nazionale “Lo Sport Illustrato”, condotta fino al 1897 con competenza e perizia giornalistica.Nel 1892 partecipa al VI° Torneo Nazionale tenutosi a Torino classificandosi 2°; successivamente partecipa ad altri Tornei Nazionali classificandosi sempre onorevolmente in competizione con i più forti giocatori italiani.Nel 1895 però Beniamino Vergani deve affrontare la più impegnativa prova della sua carriera scacchistica. Il giornale cui è corrispondente, “Lo Sport Illustrato” lo iscrive al Torneo Internazionale di Hastings (Inghilterra) ed è incluso nella rosa dei partecipanti dal Comitato Selezionatore unitamente ai più forti giocatori del momento in campo mondiale: Lasker, Pillsbury, Steinitz, Tarrasch, Tchigorin, Gunsberg, Blackburne, Ianiwski, Marco, Walbrodt, Schlechter, Bird ed altri ancora.

E’ logico che esca sconfitto, ma le partite da lui vinte in quella memorabile occasione contro Schlechter e Gunsberg e le patte imposte a Marco e Albin concorrono a formare un’alta opinione di Beniamino Vergani scacchista. Il famoso Steinitz disse di lui: “….il suo gioco è geniale e, se le sue brillanti combinazioni avessero sempre il merito della solidità, il Vergani non sarebbe certamente secondo a nessuno dei migliori giocatori italiani del momento”.

A chiusura dell’avventura inglese di Beniamino Vergani riportiamo lettera inviata allo stesso dall’allora maggior esponente scacchistico italiano Serafino Dubois: ” Al valoroso e giovane scacchista Beniamino Vergani di Montebelluna che, nuovo alle palestre internazionali, non temette di affrontare i più celebri giocatori stranieri nella gigantesca lotta di Hastings, uscendone con l’onore delle armi, un mi rallegro di cuore invia il veterano Serafino Dubois – Roma 6 Ottobre 1895″.

Su di lui infine così si espresse, alla fine di una lunga polemica, la “Nuova Rivista degli Scacchi” giornale concorrente dello “Sport Illustrato” di cui Beniamino Vergani era corrispondente della rubrica degli scacchi: ….” Il suo cimento a Hastings ci parve e fu temerarietà, ma egli si dimostrò molto al di sopra di quanto avevamo supposto di lui, restò l’ultimo tra tutti i partecipanti ma salvò l’onore: pattò con Marco e con Albin e vinse contro Gunsberg e Schlechter….”. In generale il suo gioco, in tutte le partite, è sufficiente per giudicare in lui dei grandi progressi. Certo egli ha la stoffa per diventare un buon giocatore e se continueranno in lui l’amore e lo studio che ha sinora dimostrato per gli scacchi, egli potrà bensì in breve lottare con successo anche contro i maestri d’oltre alpe e diventare il primo e il vero campione d’Italia, cosa che gli auguriamo di tutto cuore.

La figura di Beniamino Vergani e la sua partecipazione al Torneo Internazionale di Hastings sono state infine oggetto d’ampia trattazione nella rubrica “Cronache d’altri tempi” dell’Italia Scacchistica nel 1985-1986.

Il ricco e documentato riepilogo di tutta la manifestazione ha consentito la conoscenza del nostro concittadino ai giovani scacchisti italiani.

La pubblicazione della “Storia degli Scacchi in Italia”, a cura dei maestri Chicco e Rosino, da il giusto riconoscimento a Vergani scacchista collocandolo nella rosa dei migliori scacchisti italiani d’ogni tempo.

 

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Caffè Garibaldi 1900-1913

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Caffè Teatro 1914-1970

In effetti, l’amore e lo studio degli scacchi non lo abbandonano mai; egli continua con la frequentazione del circolo Montebellunese nelle sue varie peregrinazioni, prima al Caffè Garibaldi (foto a sinistra) e più tardi al Caffè Teatro (foto a destra).

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Trattoria Zecchinel 1905-1927

Sono di questo periodo le sue memorabili simultanee alla cieca, che si svolgono anche alla “Trattoria Zecchinel” su ben sette scacchiere.

Alla fine del secolo “Lo Sport Illustrato”, di cui è corrispondente, cessa le sue pubblicazioni e Beniamino Vergani si dedica allo studio teorico sistematico che gli consentirà di partecipare a diversi campionati Italiani agli inizi del 900 con ottimi risultati.Di questi anni abbiamo anche testimonianza delle sue partite, al Caffè Garibaldi, con l’allievo prediletto, il nipote Achille Vergani iniziato al gioco fin dal lontano 1890.
La morte lo coglie il 15 luglio 1927 a Montebelluna, a sessantaquattro anni. Ricco d’esperienza scacchistica non comune, con lui scompare il più significativo e valido esponente del Circolo Montebellunese.Si chiude un’epoca ricca di soddisfazioni per il Circolo Scacchi di Montebelluna e si affievolisce l’entusiasmo, ma non viene meno l’interesse per il gioco da parte di chi è stato allievo del maestro scomparso.

Non vi sono notizie precise del Circolo Scacchi di Montebelluna fino agli anni cinquanta periodo in cui, dopo la disgregazione della guerra, i vari interessi individuali in tema scacchistico si coagulano nella realtà culturale del Caffè Teatro. Sono anni in cui il Circolo va perdendo il carattere elitario e scarsamente popolare avuto fino ad allora. Di quel periodo restano solo le memorie raccolte e la testimonianza del socio Achille Nino Martini che visse quegli anni come frequentatore del Caffè Teatro, e che ebbe il piacere di intrattenersi alla scacchiera con gli ultimi vecchi esponenti del Circolo Scacchi: Achille Vergani, Gino D’Alvise, Corrado Serena, Romolo Sartor Polastra.

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La Taverna 1965-1970

Nel 1965, per iniziativa del Signor Secco di Treviso, si forma in Montebelluna un nuovo Circolo Scacchi che trova la sua sede al caffè “La Taverna” da cui prende il nome; è questa un’iniziativa sorta per volontà di un gruppo di giovani che si accostano al gioco degli scacchi sull’onda dell’entusiasmo e interesse suscitati dell’incontro del secolo Fischer-Spasski.
La nuova linfa tonifica gli scacchi in città. Sono giovani che studiano la teoria, analizzano le partite dei campioni del passato e recenti, organizzano tornei in città e nei centri vicini. Inizia così un’intensa attività scacchistica che li vede impegnati in manifestazioni regionali e nazionali con risultati positivi, fino al conseguimento delle categorie nazionali.
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Caffè Teatro 1914-1970

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Loggia dei Grani 1970-1982

Pur vivendo una vita propria indipendente, i due Circoli hanno sempre contatti, e lentamente, sotto la spinta di una verificata necessità di accomunare gli sforzi, si fa strada l’esigenza di un unico Circolo Scacchistico Montebellunese e di una sede sociale che possa soddisfare le esigenze di centro educativo e ricreativo per coloro che vogliono accostarsi al gioco degli scacchi.La fusione dei due Circoli, “Caffè Teatro” e “La Taverna”, è cosa fatta non appena, chiuso il caffè Teatro, si trova una sede presso il Bar Mazzini alla Loggia dei Grani. Correva l’anno 1970.
In questa sede passano parecchi anni, i soci aumentano e così pure i simpatizzanti, ma come sempre la sede, costituita da un ambiente pubblico, non consente di far decollare il programma tanto auspicato, e cioè la promozione di corsi d’avviamento al gioco per i giovani e l’avvicinamento alla scuola. Nonostante tutto si continua con immutato entusiasmo, con l’impegno periodico in manifestazioni e tornei locali e provinciali.

Ancora un trasferimento al Bar Carducci nell’anno 1982 per un breve periodo prima dell’ultima sede provvisoria in proprietà privata di via XXX Aprile gentilmente concessa, nel 1987 dal Signor Piovesan; in questo periodo cominciano i contatti con l’Amministrazione Comunale per ottenere una sede definitiva.

Ora siamo qui in sede pubblica della Barchessa Manin.

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Informazioni 

Nicola Pegoraro mail nicolapeg@libero.it
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